Aikido Bambini
AIKIDO BAMBINI
Ogni attività sportiva ha la sua importanza e le sue caratteristiche che la rendono particolare, l’ Aikido bambini fa parte di quelle discipline di arti marziali giapponesi che viene riconosciuta come un’arte antica formativa sul piano fisico e psicologico che rafforza il corpo e la mente. L’ Aikido bambini è, dal punto di vista fisico, una disciplina completa i cui vantaggi, derivanti dalla pratica costante, sono inerenti non solo al miglioramento delle capacità d’autocontrollo e di reagire opportunamente nell’ambito della pratica in palestra, ma anche nella vita quotidiana con la possibilità di adattamento della persona stessa alle nuove situazioni che si vengono a creare. Questo in realtà è un processo educativo che implica quindi non solo uno sport di arti marziali ma una scuola di vita che aiuta i nostri bambini a crescere meglio insegnando loro la disciplina, l’ascolto e il rispetto delle regole. S’impara ad essere più calmi e ad avere più rispetto verso se stessi e verso gli altri. I bambini possono iniziare questo sport già all’età di 4/5 anni, età considerata idonea per apprendere più velocemente senza aver paura. La pratica poi, è un ottimo esercizio per la coordinazione motoria, stimolando, con le diverse posizioni, a prendere coscienza della propria forza di movimento, imparare a cadere in avanti e indietro, muoversi in ginocchio e percepire i movimenti dell’avversario neutralizzando il suo attacco. Nella pratica dell’Aikido bambini si osserva il massimo rispetto delle regole e la correttezza è indispensabile, ed è proprio per questo che possiamo consigliarlo sia ai bambini più irrequieti, che, durante la lezione, vengono guidati a moderare la loro energia e a concentrarsi per pensare al momento attuale, sia ai bambini più tranquilli e timorosi che sviluppano un senso di sicurezza di sé, perché attraverso il loro svolgimento riescono a scaricare gli eventuali piccoli stress della vita di ogni giorno e a vincere la paura e la timidezza che li caratterizza. Da sfatare poi anche la credenza che l’Aikido bambini sia adatto solo ai maschi, perché in realtà le bambine acquisiscono una maggiore sicurezza e grazie alla loro facilità di concentrazione e di misura del movimento, maggiore rispetto ai maschi, hanno un’attitudine favorevole verso questo sport. Inoltre con l’Aikido i bambini apprendono tali nozioni sportive divertendosi nello stesso tempo…..
L’ Aikido bambini quindi può essere di valido aiuto nell’educazione insegnando loro anche l’altruismo. Tutto questo senza sviluppare uno spirito competitivo finalizzato unicamente a vincere: l’atteggiamento è quello di non vedere nemici di fronte a noi ma persone con cui lavorare. Il luogo in cui si svolgono le lezioni di Aikido bambini è detto “DOJO” e qui si pratica in tuta da ginnastica (i primi tempi) e piedi scalzi, poi anche i più piccoli devono indossare la divisa chiamata “AIKIDOGI” la cui casacca viene legata da una cintura colorata che rappresenta i diversi “gradi” cioè i livelli di esperienza: nell’ Aikido bambini si comincia dalla BIANCA per poi passare, con esame annuale, alla cintura bianco/gialla, GIALLA, gialla/arancio, ARANCIONE, VERDE, BLU, ROSSA, MARRONE. Per spostarsi all’interno del dojo si devono poi usare delle ciabatte che in gergo vengono chiamate “ZOORI”. Quando si pratica Aikido e si cade, i colpi vengono ammortizzati da un “TATAMI”, una specie di materassino composto da blocchi di stuoie giapponesi, una volta fatte con paglia di riso, oggi in poliuretano espanso e compresso o altri simili. L’Aikido ha creato l’occasione per stare insieme dando il senso del messaggio di pace, armonia e un valore educativo profondo, per questo nell’Aikido una cosa importante è l’inchino (saluto tradizionale), per poi iniziare la fase di riscaldamento che consentirà a preparare il corpo per l’apprendimento delle tecniche di quest’arte lavorando in coppia. Durante gli allenamenti dell’ Aikido bambini, le tecniche vengono ripetute più volte così che il corpo , impadronitosi dei movimenti corretti, possa eseguirli con disinvoltura e semplicità. S’impara a difendersi da prese, attacchi di pugno, calci, colpi di bastone (jo), spada (bokken), pugnale (tanto), a cadere nel modo giusto con proiezioni a terra (cadute) e tanto altro ancora….
Aikido…..un’arte per tutte le età!!
Info: Istruttore Maule Moreno cintura nera 3° DAN
Aikido bambini
Aikido bambini 5-7 anni lunedì, martedì, giovedì, venerdì
Aikido bambini 8-13 anni lunedì martedì giovedì venerdì Centro Sportivo Amos
Aikido bambini 7-16 anni lunedì e giovedì Galliate
Gruppo Aikido Bambini 5-7 anni
Gruppo Aikido Bambini 8-13 anni
Gruppo Aikido Bambini con Doshu Yoshigasaki
UKEMI in AIKIDO
La pratica dell’Aikido richiede la presenza di un partner. Alcuni esercizi possono essere compiuti da soli per valutare la propria forza e le proprie risorse tecniche, ma la chiave per un buon allenamento è l’interazione che si stabilisce fra uke e nage. Alcuni semplificano la definizione di uke e nage in “attaccante” e “ difensore”. Ma è una semplificazione che fuorvia dalla vera natura e dall’importanza dei ruoli di nage e uke. Più correttamente nage significa “colui che proietta” e uke “colui che riceve la forza”. Ragionando in termini di attaccante e difensore si finisce con l’identificare nage come colui che viene attaccato ed esegue le tecniche e uke come una sorta di manichino con cui nage si esercita. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Ukemi è l’arte di essere uke, e la qualità della pratica di nage dipende da come uke ha imparato quest’arte. Ukemi crea le condizioni che rendono una tecnica appropriata, reagendo correttamente ai movimenti di nage, ed accettando qualsiasi tipo di caduta che conclude la tecnica. In breve, uke è responsabile della creazione delle condizioni che consentono a nage di imparare. Se uke non ha il senso degli effetti di una tecnica, né elasticità, o reattività nei confronti dei movimenti di nage, o se ha paura ed è goffo nelle cadute, nage non sarà in grado di studiare la tecnica con efficacia. Nell’esecuzione di qualsiasi esercizio i praticanti devono alternarsi nei ruoli di nage e uke. Ma dovete considerare il tempo che passate nel ruolo di uke non come una sorta di intervallo che vi separa dal momento in cui assumerete quello di nage, quanto piuttosto un’opportunità di imparare l’importanza del ruolo di uke, uguale o addirittura maggiore di quella di nage.
Infatti, coloro che eccellono nell’ukemi eccelleranno più facilmente nelle tecniche, per la ragione che saranno più abili nell’assorbire la conoscenza- attraverso il corpo- delle sensazioni che si provano durante la tecnica ben eseguita, assorbendo la conoscenza anche attraverso la mente. Sviluppare un buon ukemi è la via più breve per acquisire abilità in Aikido. Sono molti gli elementi che concorrono ad un buon ukemi. Il primo è musubi. Dovete infatti possedere capacità comunicative con nage, sia fisiche che di intuito. Se non siete sensibili ai movimenti o alle intenzioni del vostro partner, ostacolerete la sua pratica con il rischio di farvi male. Un buon uke non anticipa il movimento di nage ma affina la sua percezione al punto di rendere le proprie reazioni istintive e intuitive, piuttosto che farle dipendere da qualità puramente fisiche. Imparare ukemi significa imparare a proteggere voi stessi da possibili incidenti; dovete essere costantemente flessibili e attenti. Dovreste imparare le cadute in ogni direzione ed in momenti anche inaspettati. Quest’abilità consente di raggiungere maestria nelle tecniche avanzate. Dovreste imparare ukemi anche impugnando il bokken il jo. L ‘allenamento con le armi in Aikido include tecniche nelle quali un partner disarma l’altro. Molte di queste comportano proiezioni e quindi l’uke deve essere preparato adeguatamente. Imparare a proteggere se stessi tramite ukemi significa anche avere responsabilità nei confronti dei compagni di pratica. Mentre nage dovrebbe avere consapevolezza dei limiti dell’uke e trattenersi da inutili rudezze, i vostri partner hanno diritto di attendersi da voi un livello di competenza in ukemi commisurato al vostro livello tecnico. Se la vostra abilità in ukemi è inferiore ai vostri progressi tecnici ostacolerete la pratica dei vostri compagni; potreste porre la vostra incolumità troppo nelle loro mani, in particolar modo nel momento in cui cominciate ad eseguire pienamente le tecniche più difficili. Ne soffrirà il vostro stesso allenamento, e non arrivereste mai ad eseguire pienamente le tecniche più complesse. Subire ukemi non significa svolgere il ruolo del perdente. E’ uno studio sulla comunicazione, sulla percezione e sulla capacità di autoconservazione. Ancor più è un mezzo per esercitare un controllo su voi stessi e su quanto vi circonda. Questo aspetto di ukemi si svela nel corso della pratica più avanzata, quando questa va oltre le tecniche, in cui un singolo attacco è seguito da una proiezione, a tecniche che prevedono attacchi multipli e contrattacchi. La sensibilità e la consapevolezza verso nage, che vi permettono di essere un buon uke, vi forniscono inoltre la capacità di vedere il lato debole delle tecniche di nage e riconoscere il punto in cui è aperto. Se siete un buon uke potete avvantaggiarvi di ciò per un buon contrattacco. Ma se non vi siete impadroniti bene di ukemi non sarete in grado di avere abbastanza equilibrio o il controllo per farlo. Imparare un buon ukemi ci vuole tempo e molta pratica. Come neofiti dovete essere introdotti ai concetti di ukemi gradualmente. Dopo essere stati introdotti ai movimenti di irimi e tenkan dovrete imparare le cadute. Questo dovrebbe avvenire prima di iniziare ad eseguire tecniche di base, il cui studio andrebbe basato sul katà. Questo fornisce agli studenti uno strumento per studiare ed esplorare il funzionamento di diversi movimenti e perfezionare quindi la loro esecuzione. Dovete perfezionare in modo più creativo il katà prima di poter eseguire i movimenti più complessi dell’Aikido e diventare più elastici nell’ukemi. Jiuwaza, nel quale dovete rispondere in modo spontaneo ai differenti attacchi e alle proiezioni, dovrebbe essere riservato a studenti avanzati. Nel corso dei vostri progressi ricordate sempre che la chiave per raggiungere una maggiore abilità nelle tecniche spontanee e creative risiede in un buon ukemi.
Gruppo completo Aikido Bambini Novara
Quando O’Sensei richiamava i suoi allievi perché avevano eseguito male ukemi le osservazioni che esprimeva erano così sintetizzate:
1.Non cercate di anticipare ciò che sta per avvenire. Una mente troppo calcolatrice oscurerà le risposte del corpo causando loro un ritardo. Questo forzerà il vostro ukemi rendendolo innaturale e ciò si rifletterà a sua volta nella tecnica, ostacolando il vostro apprendimento.
2. Osservate il movimento del vostro compagno e cercate di intuire la sua intenzione. Questo fa parte
dell’allenamento per ukemi.
3.Non dimenticate l’importanza dell’allenamento ukemi nella vita quotidiana. Tutte le persone che raggiungono qualcosa di valido nella quotidianità hanno assorbito il principio di ukemi. Il viaggio nella vita è costellato di avversità. Il successo arride a coloro che risolvono le loro difficoltà con flessibilità e l’apertura mentale di ukemi.
4.E’ una saggezza ovvia evitare di farsi del male e sforzarsi di raggiungere gli obbiettivi prefissati, sia nel Dojo che nella vita.
5.Mente aperta ed elastica, corpo flessibile, modestia, sincerità: sono gli elementi necessari dell’arte di ukemi. Senza di questi non si può avere ukemi. Senza ukemi l’allenamento waza non avrà mai efficacia.
Prendiamo nota delle parole di O’Sensei riguardo l’importanza di ukemi nella vita quotidiana. In conclusione, non è esagerato sottolineare l’importanza dell’allenamento ukemi e del contributo che questo apporta sia alla vostra pratica che alla vostra vita.
Ariella e Jasmine del gruppo Aikido Bambini 8-13 anni
foto corso Aikido Bambini del 1979
Ass. Atl. Ki Aikido Italia asd
è anche Aikido bambini…..!!!!

