Materiale didattico Aikido

CENNI  STORICI

CHE COS’E’ L’AIKIDO E DOVE NASCE

L’ Aikido è un’arte marziale che nasce intorno alla metà del 1900, la sua storia coincide in maggior parte con la vita di Morirai Ueshiba definito, da molti, il fondatore. E’ un’arte marziale “relativamente giovane” che fu creata sulla base di antiche scuole filosofiche, religiose e di combattimento, proprie della cultura giapponese e non solo, utilizzate dal “Sensei” (il Maestro) che ne riassume i concetti come propri.

Per capire il significato del termine AIKIDO è necessario conoscere il significato degli ideogrammi giapponesi che lo compongono, ovvero:

-         AI  = armonia, unione, amore

-         KI  = spirito, energia vitale*

-         DO = via, strada, modo di vita

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*L’ideogramma del KI è composto da due segni sovrapposti:

- quello inferiore è il simbolo del riso, l’energia fisica, il nutrimento

- quello superiore è il simbolo del vapore acqueo

L’unione di questi due simboli indica un tipo di energia che parte da quella fisica per arrivare a quella eterea, più alta e sublime

Sulla base di questi significati si può dare un’interpretazione del termine Aikido con:

“La via per entrare in armonia con l’Universo


LE ORIGINI DEI “MAESTRI “

MORIHEI UESHIBA

O'Sensei

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“Era un uomo di 1 metro e 53 centimetri, piccolo ma invicibile, un samurai che ha vissuto nel Giappone dei duelli e delle guerre, affrontando a mani nude uomini armati di spada.”

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Morihei Ueshiba nacque il 14 dicembre 1883 a Tanabe.

Il padre, a causa della sua salute cagionevole, lo spinse a praticare diverse arti marziali come Judo, Budo e Jutsu. All’età di 17 anni lasciò la casa paterna per trasferirsi a Tokyo dove aprì una cartoleria. Fu in questa città che ricevette i primi insegnamenti di Ju Jitsu. Ammalatosi di  beri-beri fu costretto a tornare a Tanabe dove si sposò. Nel 1903 Morihei, sempre a causa della sua costituzione cagionevole, decise di rinforzare il suo corpo dedicandosi ad un allenamento duro per ricercare la “forza fisica”, così approfondì lo studio dell’uso della Katana (spada), dello Yari (lancia diritta) e del Jo (bastone) nella scuola Yagyu-ryu. Nel frattempo, la situazione  fra  la  Russia e il Giappone divenne sempre più tesa, così  Morihei decise di arruolarsi nell’esercito dove eccelse in tutti gli esercizi ed in particolare nel combattimento all’arma bianca (baionetta). Alla fine della guerra, il suo comandante lo pregò di fare carriera nell’Accademia militare ma questi declinò l’offerta per ritornare nella sua città e dedicarsi così al lavoro della terra. Durante gli anni di guerra, Morihei non aveva mai abbandonato la pratica delle arti marziali, restando sempre in contatto con la scuola di Yagyu così, nel 1908, ottenne l’abilitazione all’insegnamento. Nel 1910 partì con la famiglia per colonizzare Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone, dove fondò, col gruppo con il quale era partito, una piccola comunità nella provincia di Shirataki dove lavorò come agricoltore e allevatore. Nel febbraio del 1915, durante un viaggio ad Engaru incontrò, un grande spadaccino, il Maestro della scuola Daito Sokaku Takeda, considerato da alcuni uno degli ultimi veri samurai. Questi gli insegnò il Daito ryu conferendoli successivamente il certificato di maestro di Daito ryu Aiki Jujitsu. Nel 1919, la notizia dell’aggravarsi della malattia del padre, costrinse Morihei e la sua famiglia a partire da Hokkaido per tornare a Tanabe. Durante il viaggio lo raggiunse la notizia che nella città di Ayabe si trovava un grande Maestro, dai rari poteri spirituali: Onisaburo Deguchi. Morihei decise di chiedergli di pregare   per   la   guarigione   di   suo   padre.   Questa  persona   segnerà   profondamente   la   sua   vita,   il   suo cammino       spirituale   e  l’arte  dell’Aikido.   Prima    che   Morihei    potesse    rivedere    il  padre,   questi   morì. Profondamente addolorato, il giovane maestro, decise di restare ad Ayabe. Vi rimarrà per diversi anni diventando il braccio destro di Onisaburo Deguchi e partecipando insieme alla setta a diverse vicende. L’addestramento        marziale     e  spirituale   di  quegli   anni permise      a  Morihei    di  avvicinarsi   sempre     più all’essenza del Budo. Nel 1925 tutto ciò culminò in un’esperienza mistica; in quell’epoca ricevette la visita di   un   ufficiale  di  marina    un   Maestro     di  Kendo    che   era   stato   attirato  dalla   fama   di  Ueshiba     nel combattimento. L’ ufficiale era armato di spada e Ueshiba a mani nude e durante il duello egli schivò tranquillamente tutti gli attacchi dell’ufficiale. Alla fine  Morihei riferì di aver avuto un’esperienza mistica. Capì che il vero Budo è un amore spirituale e che non si doveva vincere il proprio avversario, ma lo si doveva controllare senza fargli alcuna lesione, da allora chiamò la sua arte AIKIDO.

Negli   anni   successivi   la   stupefacente   abilità   di   Morihei   venne   riconosciuta   in   tutto   il   Giappone   ma   la seconda guerra mondiale impose un freno alla sua attività. Il Maestro addolorato per il massacro causato dalla   guerra,   si   ritirò   a   Iwama,   un   villaggio   di  campagna   dove   costruì   un   Tempio   “Aiki”   e   un   Dojo all’aperto.

Dopo la sconfitta del Giappone, Ueshiba consolò i suoi discepoli dicendo:

“Invece di fare da stolti la guerra d’ora in poi faremo la pace: il vero scopo dell’ Aikido. Ci addestreremo a prevenire la guerra, ad abolire le armi nucleari, a proteggere l’ambiente e a servire la società”.

Mentre cominciava la lenta diffusione dell’Aikido anche fuori del Giappone ad opera dei migliori allievi, Morihei continuò a perfezionare il suo stile e ad addestrare i suoi allievi al significato profondo della sua arte.

Il 26 aprile 1969 muore O Sensei Morihei Ueshiba.

Dopo la morte del Fondatore l’ Aikido viene conosciuto e portato nel mondo, ad opera di numerosi maestri quali: Minorui Mochizuki, Morihito Saito, Gozo Shioda, Hiroshi Tada, Koichi Tohei ed altri ancora.

Ognuno di loro ha portato delle proprie caratteristiche uniche e distinte contribuendo così a farlo crescere e sviluppare e facendo nascere diverse forme di interpretazione dell’ Aikido. L’Aikikai Hombu Dojo, fondata da Morihei Ueshiba, è la diretta continuazione della scuola del Maestro del quale il figlio, Kisshomaru Ueshiba, divenne la nuova guida. Quando il Doshu Kisshomaru Ueshiba ci ha lasciato nel 1999, il suo posto è stato ereditato dal nipote del Fondatore dell’ Aikido, Moriteru Ueshiba, attuale Doshu.


TOHEI E LO SVILUPPO DEL KI AIKIDO

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Koichi Tohei nacque nel 1920 a nord di Tokyo, da una famiglia benestante. Il padre molto preoccupato della sua salute, lo avvicino al Judo. Si dedicò anche alla pratica della meditazione Zen e al metodo respirazione misogi, con l’intenzione di irrobustirsi il fisico e la personalità. Si dedicò con fervore alla pratica della mente raggiungendo risultati eccellenti arrivando alla guarigione dalla pleurite. Questo lo convinse che i suoi sforzi per allenare la mente e coltivare il Ki lo avevano guarito. Tutto ciò lo spinse a sviluppare il Kiatsu, (un modo per trattare le malattie fisiche facendo pressione con le dita ed inviando Ki nel corpo) praticandolo su se stessi e insegnandolo alle persone. Nel 1940 conobbe il maestro Ueshiba, entrando in contatto con l’arte dell’ Aikido. Con sua sorpresa, sebbene esperto judoka, non si trovò ingrado di proiettare studenti molto più anziani e meno forti di lui, e quindi si dedicò interamente allo studio di questa nuova Arte. Nel 1942, , all’età di 23 anni,  venne chiamato sotto le armi per combattere in Cina Sui campi di battaglia, si rese conto della sostanziale differenza tra arti marziali (praticate in un contesto sportivo) e di guerra dove il più piccolo errore poteva essere fatale. Si guadagnò la fama di ufficiale che non aveva mai perso un soldato in battaglia. Dopo la guerra ritornò alla pratica dello Zen , respirazione misogi ed al suo ruolo di capo-istruttore presso il maestro Ueshiba,ottenendo il 5° Dan e divenendo una delle più influenti figure dell’Aikido mondiale. Nel 1953 fu mandato dal Maestro Ueshiba ad insegnare Aikido alle Hawai e  il suo insegnamento si diffuse così anche attraverso tutti gli Stati Uniti. Tohei-Sensei fu l’unico istruttore di Aikido che conseguì il grado di 10° dan da O’Sensei, e anche dopo la morte del fondatore dell’ Aikido continuò il suo ruolo di capo-istruttore per diversi anni. Studiò e creò un metodo che gli permise una più facile comprensione di ciò che aveva appreso. Rese l’Aikido un’Arte avvicinabile anche da un occidentale. Per queste sue iniziative fu osteggiato da molti “anziani”, convinti che nulla avrebbe più dovuto cambiare dopo la morte di Ueshiba.

Nel 1971 il Maestro Tohei fondò la Ki-Society International, per insegnare la base del KI e la coordinazione Mente/Corpo. Nel Maggio del 1974, fondò la Shin-Shin-Toitsu Aikido Kai siglando il suo distacco definitivo dall’Aikikai e fondò la sua scuola di “Shin-Shin-Toitsu Aikido”.


YOSHIGASAKI E LA SUA SCUOLA DI AIKIDO IN EUROPA

Kenjiro Yoshigasaki nasce in Giappone nel 1951 a Kagoshima. Iniziò a praticare Yoga all’età di dieci anni. Più tardi iniziò la pratica dell’ Aikido e di molte altre Arti Marziali. Studiò Buddismo Zen, Nuovo Shintoismo, Cattolicesimo e Islamismo. Nel 1971, in India, ha dedicato un anno allo studio dello Yoga. E’ diventato istruttore di Shin Shin Toitsu Aikido nel 1973. Dal 1977 venne mandato in Europa per introdurvi la pratica del Ki Aikido.

Nel 2000 Yoshigasaki fondò la sua organizzazione: la “Ki No Kenkyukai Association Internationale”.

Questa nuova organizzazione insegna sempre i principi del KI nell’ambito del Ki Aikido. Attualmente è responsabile di oltre 120 dojo e 4.000 studenti di Aikido in Europa, Sud America e Sud Africa promuovendo la sua terapia di salute chiamata Ken-ko-do. Nel frattempo dirige un dojo sulle colline belghe dove tiene corsi per istruttori senior provenienti dalle Associazioni di Aikido di tutta Europa.

Nel suo insegnamento, Sensei Yoshigasaki pone l’accento sull’importanza nel divenire consapevoli che a muovere il corpo sia la percezione, non i pensieri o le emozioni. Egli definisce questa consapevolezza “percezione totale”. La percezione è un’altra cosa rispetto all’essere “testimoni” così come la percezione totale va ben al di là dell’essere spettatori:  costituiscono un approccio interessante alla creatività ed all’autoconoscenza.

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BRUNO MAULE: IL NOSTRO RIFERIMENTO

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Nasca a Gambellara (VI).

L’incontro con le arti marziali è avvenuto all’età di 12 anni e precisamente con il judo, disciplina praticata  per diversi anni. Successivamente conosce il  Maestro Fizzotti che gli insegna la pratica dellla boxe continuando però a praticare karate con gli amici.

Tutte queste esperienze hanno contribuito sicuramente ad arricchire il suo Aikido. Infatti Inizia la pratica dell’ Aikido nel 1969 con il maestro Umberto Tufo, uomo di piccola statura perciò baricentro basso e buona stabilità. In quel periodo a Novara c’era solo un dojo e l’ Aikido era alle prime armi.

Con il passare degli anni e partecipando ai seminari dei vari maestri giapponesi, sotto la guida dei Maestri Tada, Fujimoto, Kawamukai etc., il livello tecnico si è elevato. Nel 1975 apre un suo dojo, conosciuto come “dojo RONIN” a NOVARA e comincia così il suo cammino dell’ Aikido con un gruppo d’amici e praticanti.

Nel 1977 ottiene la cintura nera 1° Dan.

Al Ki Aikido si avvicinò successivamente per curiosità e per voglia di sapere.

Partecipando ad un seminario del Maestro Tohei, nel 1978 in Francia, rimase affascinato all’istante dall’eleganza, dalla potenza, dalla fluidità dei movimenti, ma particolarmente dai suoi concetti sul ki e il linguaggio semplice per spiegare le tecniche. L’incontro con il Maestro Tohei lo portò a  capire che il Ki Aikido era la strada che cercava e in quel momento avvenne la scelta. Nel 1979 collabora insieme ad altri maestri alla nascita della Ki No Kenkyukai Italia.

Nel 1990 decide di fondare l’Associazione Atletica Ki Aikido Italia, di cui ne è tuttora Presidente.

Nel 1995 si reca a Tokyo per perfezionare gli insegnamenti ricevuti.

Il maestro Bruno Maule è ora cintura nera 7° Dan di Aikido, OKuden (7° ed ultimo grado) di Ki.

E’ esaminatore autorizzato per gli esami di Ki e Shin Shin Toitsu Aikido dalla Ki-No-Kenkyukai Association Internationale di Bruxelles. Insegna regolarmente Aikido, Aikijutsu e Difesa Personale nel Dojo Ronin Ki Aikido Novara presso il Centro Sportivo A.M.O.S. Inoltre organizza corsi di difesa e seminari di Ki Aikido in Italia, in Europa e in Algeria.


MORENO MAULE: RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE AIKIDO

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Nasce a Novara nel 1970.

Figlio d’arte, inizia a praticare Aikido alla giovane età di 8 anni nel dojo del padre, Bruno Maule. Dopo anni di pratica e periodi d’interruzione, ottiene la cintura nera 1° Dan nel Dicembre 2003.

Oggi è istruttore di Aikido cintura nera 3° Dan e Okuden in Ki Development presso il Centro Sportivo A.M.O.S dove dirige corsi di Aikido bambini dai 5 ai 14 anni e corsi per adulti.

Collabora con palestre di Milano anche per l’organizzazione di stage Aikido.

aikido Gruppo Aikido bambini 5-7 anni

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Gruppo Aikido bambini 8-13 anni


LA SCUOLA DEL “KI AIKIDO”

La scuola del KI AIKIDO venne fondata dal Maestro Koichi Tohei agli inizi degli anni’70. Il KI AIKIDO parte dagli elementi fondamentali della disciplina dell’Aikido e ne amplifica i contenuti filosofici indirizzandoli verso la coordinazione mente e corpo e concentrandosi in modo più approfondito sullo studio del KI. Secondo Tohei il termine KI AIKIDO potrebbe essere tradotto in:

“La via per muovere il proprio corpo in armonia con il movimento dell’universo”.

Per il KI AIKIDO l’evoluzione di maggior rilievo è costituita dall’introduzione di 4 principi fondamentali detti “principi di unificazione della mente e del corpo” (shin shin   toitsu    do):

-         mantenere il punto o mettere la mente al punto                           /             ↓         \

-         rilassamento                                                                    mente e corpo                    ↓           aikido

-         mantenere il peso sotto                                                                         unificazione

-         estendere il KI

che trasformano l’Aikido tradizionale in KI AIKIDO.

In altre parole: “L’essere umano possiede sia un corpo fisico che una mente e unificare queste due nature dell’essere umano è lo scopo di questa pratica”.

LA PRATICA DEL “KI”

“KI…..Vivere in armonia col mondo che ci circonda, sviluppando la c apacità di percepire la realtà. Amare e rispettare ogni forma  di vita e la natura del Creato.

La pratica sta nella coordinazione mente/corpo: il difficile non è contrastare l’azione ma accoglierla e dirigerla nel rispetto dell’avversario.

AIKIDO:

DIFFERENZE E SIMILITUDINI CON LE ALTRE ARTI MARZIALI

Le tecniche dell’ Aikido si basano su leve articolari ed immobilizzazioni molto forti e potenti che devono essere eseguite con fermezza ma senza intenzioni violente. Altre discipline invece basano le loro caratteristiche tecniche su calci e pugni, su proiezioni e bloccaggi a terra fino al “neutralizzazioni” dell’avversario. Oltre alle evidenti differenze tecniche l’ Aikido è unico perché è un’arte marziale esclusivamente di difesa. Esso non prevede tecniche di attacco rivelando i suoi principi etico/filosofico. Le altre arti marziali invece prevedono tecniche sia difensive che offensive. Molte arti marziali quali per esempio il Judo, Karate, Kendo, Taekwondo hanno sviluppato la parte agonistica diventando in alcuni casi addirittura sport olimpici. Nell’ Aikido non esiste competizione sportiva, prevale lo sviluppo spirituale dell’individuo attraverso la pratica. L’ Aikido è (nell’intenzione del fondatore) un mezzo per unire le persone. Durante  uno scontro fisico l’ideale (per il praticante) è unicamente di neutralizzare l’attacco dell’avversario cercando di evitare di ferire l’aggressore. E’ quindi armonia nelle relazioni interpersonali e soluzione dei conflitti.

Chi cerca essenzialmente tecniche di combattimento per difendersi o per vincere delle gare, si orienta verso altre discipline. Alcune persone possiedono idee preconcette sull’ Aikido. Nel vedere le esibizioni, una delle reazioni più comuni è generalmente di sconcerto, ci si aspetterebbe di vedere esempi di forza bruta, combattimenti e una certa forma violenta, così come i mass-media e la televisione nello specifico ci hanno abituato. Ad una prima impressione l’ Aikido presenta invece movimenti molto fluidi, armoniosi ed eleganti che di violento hanno ben poco. Non si comprende invece che l’ Aikido prevede tecniche capaci di causare seri danni al corpo anche se i suoi principi impediscono tale comportamento distruttivo.

IL NOSTRO PROGRAMMA  DI AIKIDO NELLE SCUOLE

Che cosa significa oggi praticare AIKIDO

Il messaggio che questa disciplina mette in risalto è la non violenza e il rispetto, l’amore per l’individuo. L’ Aikido forma il carattere, la fiducia in se stessi e la solidarietà verso tutti, insegna la postura, la respirazione, la concentrazione e la meditazione.

Scopo dell’ Aikido è di allenare la mente e il corpo e formare persone oneste e sincere” (O-Sensei)

“Aikido significa andare incontro ad una forza ostile  avvolgendola in un abbraccio e annullandola col nostro amore. L’ Aikido non serve a farei diventare forti ma deve aiutarci a capire meglio gli altri, non è per correggere gli altri, ma correggere noi stessi” (K. Ueshiba)

L’ Aikido viene prima della forma il resto è solo tecnica, infatti la forza deriva dal nostro interno e il corpo è lo strumento. Alleniamo lo spirito, la sua sensibilità attraverso il corpo e ne risulterà una forza chiamata KI. Per questo tutte le pratiche dell’ Aikido sono condotte sullo sviluppo di questa centralizzazione interiore. Quest’arte utilizza delle antiche discipline come la meditazione, concentrazione e la respirazione addominale. Questi esercizi relativamente statici, sono utilizzati come introduzione ad esercizi dinamici e a tecniche di combattimento.

Una lezione tipo di Aikido:

Il Ki Aikido si pratica in un posto chiamato Dojo, più letteralmente detto “luogo dove si cerca e si pratica la via (DO=Via – JO=luogo)”. E’ un ambiente dove gli allievi accolgono tutti indistintamente creando un luogo il più possibile armonioso e rispettoso degli altri. Proprio il rispetto verso se stessi , verso il maestro, verso il Dojo, verso le tradizioni e i propri compagni è la prima regola che si mette in pratica.

La lezione di Ki Aikido inizia con il saluto (REI), tutti in ginocchio (SEIZA), prima al “KAMIZA”, lato d’onore verso il quale si fa il saluto, poi tra il Maestro e i praticanti. La lezione di Aikido vera e propria comincia con la ginnastica della salute (KENKO TAISO) guidata dal Maestro o da un allievo da lui incaricato. Scopo della ginnastica è di preparare gli allievi fisicamente e mentalmente alla parte più attiva della lezione. Seguono degli esercizi detti HITORI-UNDO (tecniche eseguite da soli) che hanno l’intento di studiare le tecniche, la postura e la coordinazione. La lezione prosegue con dei test di KI e tecniche di Aikido a seconda del programma che il Maestro vuole sviluppare.

Parte del programma da non dimenticare durante le lezioni è l’utilizzo delle armi di legno (BOKKEN-spada; JO-bastone; TANTO-coltello). Molte tecniche di Aikido a mani nude derivano proprio dal combattimento con le armi e il loro studio è essenziale per comprendere ed eseguire al meglio i movimenti. Ultima ma non meno importante è la respirazione. La vita frenetica che conduciamo e lo stress ci portano a una respirazione scorretta, usiamo prevalentemente  la parte alta dei polmoni riducendo la ventilazione e i relativi effetti benefici dell’ossigenazione. La respirazione e la meditazione ci induce ad un rilassamento e ad una purificazione che coinvolge la mente e tutto il corpo.

La lezione di Aikido finisce come è cominciata, con il saluto “REI

Perché praticare ….Aikido

La scelta di una disciplina sportiva o più specificatamente di un’arte marziale è personale, dipende dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. Noi possiamo spiegare perché scegliere il KI AIKIDO e cosa significa praticarlo oggi. Il KI AIKIDO non è una pratica sportivo-agonistica ma una disciplina che sviluppa maggior sicurezza e fiducia in se stessi. Lo scopo dell’ Aikido non è l’agonismo o la difesa personale, né tantomeno l’annientamento dell’avversario, ma la crescita personale. Da questa arte marziale i giovani sperimentano che la vera sfida è con se stessi, che la collaborazione con i compagni e la disciplina sono essenziali. Nell’ Aikido non si fa combattimento e il giovane impara a considerare il corpo umano nella sua totalità, mente e corpo, sviluppando tutte le proprie capacità. Nel momento in cui si subisce un attacco, attraverso la tecnica di Aikido, s’impara a creare una situazione che renda tale azione inefficace, superando così il concetto di attacco e difesa come tale. Questo non significa arrendevolezza ma è un modo per controllare la reazione degli eventi e adattarsi alle situazioni più difficili. Il praticante di Aikido e i giovani nello specifico, si confrontano con le proprie capacità e paure adattandosi alle situazioni più difficili anche nella vita di tutti i giorni.

Dato il messaggio universale, si può praticare Aikido a qualsiasi età dando soddisfazioni anche ai meno giovani.

Ass. Atl. Ki Aikido Italia asd

Prossimi Appuntamenti

per INFO: pagina Seminari 2011

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3 - 4 Marzo 2012
SHIDOIN
Corso Istruttori sessione unica
con Shihan Bruno Maule
presso
Centro Sportivo Amos
Novara (IT)
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9-10-11 Marzo 2012
Seminario Internazionale di Aikido
con Doshu Yoshigasaki
presso
Ronchamp (FR)
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