Maule Moreno

Maule Moreno con Sensei Yoshigasaki

Istruttore Maule Moreno  c.n. 3° Dan di Aikido – Joden in Ki Development (6° grado)

Inizia la pratica di Aikido nel 1978 nel corso di aikido bambini diretto dal padre Bruno continuando fino all’inizio agli anni ’90. Interrompe la frequenza ai corsi riprendendola successivamente con continuità agli inizi degli anni 2000.
Nel 2002 consegue la Cintura nera 1° dan. Si affianca al padre come aiuto istruttore del corso bambini e ne prende la direzione nel 2004. Tutt’ora dirige diversi corsi di aikido bambini divisi per età, allievi dai 5 ai 7 anni e da 8 a 13 anni. Nel corso di Aikido per adulti, diretto sempre dal Maestro Bruno Maule, coordina e prepara gli allievi per il conseguimento dei vari gradi di Ki e Aikido.

Per informazioni:  moreno@kiaikidoitalia.com

UKEMI

La pratica dell’Aikido richiede la presenza di un partner. Alcuni esercizi possono essere compiuti da soli per valutare la propria forza  e le proprie risorse tecniche, ma la chiave per un buon allenamento è l’interazione che si stabilisce fra uke  e nage. Alcuni semplificano la definizione di uke e nage  in “attaccante” e “ difensore”. Ma è una semplificazione che fuorvia dalla vera natura e dall’importanza dei ruoli di nage e uke. Più correttamente nage significa “colui che proietta” e uke “colui che riceve la forza”. Ragionando in termini di attaccante e difensore si finisce con l’identificare nage come colui che viene attaccato ed esegue le tecniche e uke come una sorta di manichino con cui nage si esercita. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Ukemi è l’arte di essere uke, e la qualità della pratica di nage dipende da come uke ha imparato quest’arte. Ukemi crea le condizioni che rendono una tecnica appropriata, reagendo correttamente ai movimenti di nage, ed accettando qualsiasi tipo di caduta che conclude la tecnica. In breve, uke è responsabile della creazione delle condizioni che consentono a nage di imparare. Se uke non ha il senso degli effetti di una tecnica, né elasticità, o reattività nei confronti dei movimenti di nage, o se ha paura ed è goffo nelle cadute, nage non sarà in grado di studiare la tecnica con efficacia. Nell’esecuzione di qualsiasi esercizio i praticanti devono alternarsi nei ruoli di nage e uke. Ma dovete considerare il tempo che passate nel ruolo di uke  non come una sorta di intervallo che vi separa dal momento in cui assumerete quello di nage, quanto piuttosto un’opportunità di imparare l’importanza del ruolo di uke, uguale o addirittura maggiore di quella di nage.

Infatti, coloro che eccellono nell’ukemi eccelleranno più facilmente nelle tecniche, per la ragione che saranno più abili nell’assorbire la conoscenza- attraverso il corpo- delle sensazioni che si provano durante la tecnica ben eseguita, assorbendo la conoscenza anche  attraverso la mente. Sviluppare un buon ukemi è la via più breve per acquisire abilità in Aikido.  Sono molti gli elementi che concorrono ad un buon ukemi. Il primo è musubi. Dovete infatti possedere  capacità comunicative con nage, sia fisiche che di intuito. Se non siete sensibili ai movimenti o alle intenzioni del vostro partner, ostacolerete la sua pratica con il rischio di farvi male. Un buon uke non anticipa il movimento di nage
ma affina la sua percezione al punto di rendere le proprie reazioni istintive e intuitive, piuttosto che farle dipendere da qualità puramente fisiche. Imparare ukemi significa imparare a proteggere voi stessi da possibili incidenti; dovete essere costantemente flessibili e attenti. Dovreste imparare le cadute in ogni direzione ed in momenti anche inaspettati. Quest’abilità consente di raggiungere maestria nelle tecniche avanzate. Dovreste imparare ukemi anche impugnando il bokken il jo. L ‘allenamento con le armi in Aikido include tecniche nelle quali un partner disarma l’altro. Molte di queste comportano proiezioni e quindi l’uke deve essere preparato adeguatamente. Imparare a proteggere se stessi tramite ukemi significa anche avere responsabilità nei confronti dei compagni di pratica. Mentre  nage dovrebbe avere consapevolezza dei limiti dell’uke e trattenersi da inutili rudezze, i vostri partner hanno diritto di attendersi da voi un livello di competenza in ukemi commisurato al vostro livello tecnico. Se  la vostra abilità in ukemi è inferiore ai vostri progressi tecnici ostacolerete la pratica dei vostri compagni; potreste porre la vostra incolumità troppo nelle loro mani, in particolar modo nel momento in cui cominciate ad eseguire pienamente le tecniche più difficili. Ne soffrirà il vostro stesso allenamento, e non arrivereste mai ad eseguire pienamente le tecniche più complesse. Subire ukemi non significa svolgere il ruolo del perdente. E’ uno studio sulla comunicazione, sulla percezione e sulla capacità di autoconservazione. Ancor più è un mezzo per esercitare un controllo su voi stessi  e su quanto vi circonda. Questo aspetto di ukemi si svela nel corso della pratica più avanzata, quando questa va oltre le tecniche, in cui un singolo attacco è seguito da una proiezione, a tecniche che prevedono attacchi multipli e contrattacchi. La sensibilità e la consapevolezza verso nage, che vi permettono di essere un buon uke, vi forniscono inoltre la capacità di vedere il lato debole delle tecniche di nage e riconoscere il punto in cui è aperto. Se siete un buon uke potete avvantaggiarvi di ciò per un buon contrattacco. Ma se non vi siete impadroniti bene di ukemi non sarete in grado di avere abbastanza equilibrio o il controllo per farlo. Imparare un buon ukemi ci vuole tempo e molta pratica. Come neofiti dovete essere introdotti ai concetti di ukemi gradualmente. Dopo essere stati introdotti ai movimenti di irimi e tenkan  dovrete imparare le cadute. Questo dovrebbe avvenire prima di iniziare ad eseguire tecniche di base, il cui studio andrebbe basato sul katà. Questo fornisce agli studenti uno strumento per studiare ed esplorare il funzionamento di diversi movimenti e perfezionare quindi la loro esecuzione. Dovete perfezionare in modo più creativo il katà prima di poter eseguire i movimenti più complessi dell’Aikido e diventare più elastici nell’ukemi. Jiuwaza, nel quale dovete rispondere in modo spontaneo ai differenti attacchi e alle proiezioni, dovrebbe essere riservato a studenti avanzati. Nel corso dei vostri progressi ricordate sempre che la chiave per raggiungere una maggiore abilità nelle tecniche spontanee e creative risiede in un buon ukemi.

Quando  O Sensei richiamava i suoi allievi perché avevano eseguito male ukemi le osservazioni che esprimeva erano così sintetizzate:

1.Non cercate di anticipare ciò che sta per avvenire. Una mente troppo calcolatrice oscurerà le risposte del corpo causando loro un ritardo. Questo forzerà il vostro ukemi rendendolo innaturale e ciò si rifletterà a sua volta nella tecnica, ostacolando il vostro apprendimento.

2. Osservate il movimento del vostro compagno e cercate di intuire la sua intenzione. Questo fa parte dell’allenamento per ukemi.


3.Non dimenticate l’importanza dell’allenamento ukemi nella vita quotidiana. Tutte le persone che raggiungono qualcosa di valido nella quotidianità hanno assorbito il principio di ukemi. Il viaggio nella vita è costellato di avversità. Il successo arride a coloro che risolvono le loro difficoltà con flessibilità e l’apertura mentale di ukemi.


4.E’ una saggezza ovvia evitare di farsi del male e sforzarsi di raggiungere gli obbiettivi prefissati, sia nel Dojo che nella vita.


5.Mente aperta ed elastica, corpo flessibile,  modestia, sincerità: sono gli elementi necessari dell’arte di ukemi. Senza di questi  non si può avere ukemi. Senza ukemi l’allenamento waza non avrà mai efficacia.

Prendiamo nota delle parole di O Sensei riguardo l’importanza di ukemi nella vita quotidiana. In conclusione, non è esagerato sottolineare l’importanza dell’allenamento ukemi e del contributo che questo apporta sia alla vostra pratica che alla vostra vita.

Prossimi Appuntamenti

per INFO: pagina Seminari 2011

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3 - 4 Marzo 2012
SHIDOIN
Corso Istruttori sessione unica
con Shihan Bruno Maule
presso
Centro Sportivo Amos
Novara (IT)
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9-10-11 Marzo 2012
Seminario Internazionale di Aikido
con Doshu Yoshigasaki
presso
Ronchamp (FR)
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